Nina. La poliziotta dilettante

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Una notte di settembre il conte Carlo Sveglia, fidanzato della bella operaia Nina, viene assassinato appena uscito da casa della giovane. I primi sospetti della polizia ricadono sulla ragazza e sull’amico Martino Vigna. Dopo un lungo interrogatorio e un mese di carcerazione, i due vengono rilasciati in fase istruttoria per mancanza di prove. Libera, Nina decide di cercare da sola l’assassino del fidanzato e architetta un piano che inizia con la messa in scena del proprio suicido per assumere una falsa identità. Entra in casa della contessa Sveglia, zia del povero Carlo su cui Nina ha dei sospetti, nelle vesti del cameriere Nanì. Procedendo con l’indagine e assumendo il ruolo di vera detective, Nina incontrerà molti personaggi, ognuno dei quali coinvolto nella torbida vicenda, sino ad arrivare alla scoperta del colpevole. Suspense, colpi di scena, mistero e delitto fanno di questo libro, uscito per la prima volta nel 1909, il giallo perfetto e attestano Carolina Invernizio progenitrice della tradizione giallistica italiana, che passerà dal feuilleton, e dal gotico, al vero e proprio genere poliziesco, compiendo un’operazione potenzialmente innovativa sia dal punto di vista della struttura del racconto sia da quello della narrativa femminile. «La difficoltà più grave sta nel prologo, che deve colpire subito il lettore, trascinarne l’interesse in modo che non gli riesca di lasciare il romanzo, finché non abbia veduto la fine», scriveva la Invernizio ed è attraverso questa sua incredibile capacità di attirare l’interesse del lettore che l’autrice ci introduce nel complesso intreccio di questa avvincente detective story. Come disse Umberto Eco, Carolina Invernizio, al pari di tante altre sue colleghe, non scrisse solo da donna di donne per le donne, ma con i suoi romanzi fa emergere il personaggio femminile, stabilendo così il passaggio dal superuomo del feuilleton alla superdonna, dotata di determinazione, energia e intraprendenza – per sorellanza con le protagoniste settecentesche – affidandole la conduzione e scioglimento dell’enigma.